Il “cecchino” di Prati confessa: “Sparavo per divertimento”

È stato individuato dai carabinieri l’uomo accusato di aver sparato per giorni con una pistola ad aria compressa nel quartiere Prati, a Roma. Tra le persone colpite anche la giornalista Cristina Stillitano, raggiunta da un piombino mercoledì e costretta al ricovero in ospedale. L’uomo, un 50enne, ha ammesso le proprie responsabilità durante l’interrogatorio, spiegando di aver sparato per divertimento. È stato denunciato a piede libero.
Abbiamo approfondito la vicenda con Luisa Urbani, giornalista de Il Messaggero, che ha ricostruito ai nostri microfoni le modalità con cui gli investigatori sono arrivati all’uomo e gli sviluppi dell’indagine.
L’individuazione dell’uomo: “Non si è tecnicamente costituito”
“Tecnicamente l’uomo non si è costituito, perché i carabinieri lo avevano individuato già dalla mattina grazie a una serie di dati raccolti, analizzando i registri delle armerie della zona, ed è stato contattato per invitarlo a presentarsi in caserma. Lui, certo, è andato da solo con il suo legale, però i carabinieri gli avevano detto di andare in caserma. Ieri, durante l’interrogatorio, ha ammesso lui stesso le sue responsabilità. Ha detto di aver sparato per divertimento ed è questa la cosa terribile”.
La giornalista ferita e la denuncia a piede libero
“È andata bene nel senso che Cristina Stillitano non è stata colpita in punti vitali, perché sarebbero potute accadere cose molto più gravi. Viste le lesioni ‘lievi’ che l’uomo ha provocato alla vittima, è stato denunciato a piede libero. Capisco che questa cosa possa far indignare, ma al momento questa è stata la decisione più giusta secondo il giudice.
Probabilmente verranno fatte delle valutazioni dal punto di vista clinico, ma se ci dobbiamo attenere alla legge, sono state fatte tutte le valutazioni del caso”.
Le altre segnalazioni: “I casi emersi sono di più”
“Questo è un caso che è agli inizi, è tutto molto in divenire, perché i casi che sono emersi sono di più. Le denunce sono solo due: la giornalista e una commercialista che vive in zona, ma i racconti di episodi di spari sono di più. Gli investigatori, infatti, stanno cercando di capire se anche gli altri casi possano ricondurre a lui. Intanto, la cosa più importante è che la donna stia bene e che il piombino sia stato estratto”.
La paura nel quartiere e la necessità di denunciare
“La cosa che ho notato nei residenti è che sapere chi è questa persona li fa stare più sereni, perché era partita già la caccia al mostro, con l’elenco di chi vive nel quartiere. Bisognerebbe convincere le persone a denunciare, a rivolgersi alle forze dell’ordine, anche quando credono che una cosa non sia importante. Ora perché la Stillitano è finita in ospedale, ma non si può aspettare la tragedia per dire: ‘È successo anche a me’”.