Da Craig ad Hardy: il BadGuy al servizio della Regina

“Mi dia un Martini”
“Agitato o mescolato?”
“Che vuole che me ne freghi”
Questa non è una semplice frase. Questa è LA FRASE. Questa è la frase che ha fatto capire ai cultori di James Bond, quanto il loro universo era cambiato. Ma cosa c’entra tutto questo con quello che stiamo per raccontarvi, e soprattutto cosa c’entra con Tom Hardy? Andiamo per gradi.
La frase che abbiamo citato è tratta dal film che apre la saga di 007 con protagonista Daniel Craig: “Casino Royale”. Prende spunto dall’opera con Peter Sellers, David Nive, e Orson Wells del 1967, e gli da un taglio decisamente più moderno e verosimile, oseremmo dire crudo e reale. Ma il grande merito dell’adattamento del 2006 non è questo. Il merito più grande è stato quello di plasmare finalmente un James Bond che sia figlio del suo tempo. Intendiamoci : la figura dello scudiero di sua maestà al servizio della corona, è stato pensato e creato da Fleming proprio per essere inserito in qualsiasi contesto temporale. Ma andando avanti con gli adattamenti, il pubblico ha perso la fascinazione per gli eroi impomatati senza macchia e senza paura, preferendo gli anti eroi come Deathpool, Wolverine, Batman.
La famiglia Broccoli però, ha un’intuizione: rendere umano James Bond. Renderlo iroso, fallibile, incoerente. Insomma: umano. Per rompere definitivamente la continuità con il personaggio stereotipato ormai saldo nell’immaginario collettivo, bisognava scioccare e stupire. E quale miglior modo se non quello di far vedere il sangue? Eh si perché fino a quel momento, il sangue, non si era mai visto. Sembra strano a crederci ma è così.
Ora finalmente abbiamo un James Bond che rispecchia i tempi che vive. La saga di Daniel Craig quindi, ha un grande merito e una grande colpa : ci ha restituito un anti-eroe che finalmente è più vicino a noi, ma dall’altra parte ha reso tutti i film precedenti poco credibili e impossibili da riproporre nel prossimo futuro. Ed è qui che diventa centrale la figura di Tom Hardy. È chiaro che ormai abbiamo empatizzato con il personaggio ribelle e poco avvezzo alle regole portato in scena da Craig, al punto tale che anche ’universo videoludico, nella trasposizione di First Light, ci restituisce un personaggio che poco si sposa con la rigidità dell’esercito, ma è spinto da un intramontabile e inscalfibile senso della patria e del dovere.
“Per la regina, James, per l’inghilterra...”. Così 008 in Goldeneye prende in giro il “cavalleresco rifiuto della morte di bond poco prima di trarlo in inganno. Nei progetti e nelle dichiarazioni della famiglia Broccoli è sempre stato chiaro che il prossimo Bond sarà un nuovo inizio, ma che non si discosterà dal personaggio che abbiamo imparato ad amare.
Idris Elba era una scelta affascinante e sensata, ma l’attore ha subito detto di aver rifiutato perché è un impegno troppo a lungo termine per le sue scelte lavorative, e teme di non reggere 15 anni intrappolato nello stesso personaggio. Così ecco che spunta il nostro Tom, reduce dal successo planetario con la serie Mobland, insieme ad Helen Mirren e pensate, con Pierce Brosnan che potrebbe aver passato ad Hardy l’affascinazione e la curiosità nell’interpretare il pupillo dell’M I 6.
I contatti ci sono, Hardy al momento è alla ricerca di nuovi progetti che lo stimolino, e che ripuliscano un pochino, l’immagine di ragazzotto troppo cresciuto e casinista, che la saga di Venom ha (purtroppo ndr) rafforzato negli ultimi anni. Noi aspetteremo al bancone, mentre sorseggiamo il Martini, con gli shorts e una camicia di lino...ma rigorosamente agitato non mescolato. Perché Mr Craig, a noi interessa e come.
Luca Rossi